La spinta di glutei ( parte B )

La fase di recupero:

Ora, due parole sulla fase di recupero, cioè quella che riporta la gamba in avanti e il piede a toccare terra. In questa fase è importante quello che il corridore deve fare: cioè nulla. Il ritorno in avanti della gamba è un fenomeno totalmente passivo. Quello che succede è che se il meccanismo di estensione di anca (portare la gamba indietro) funziona correttamente, si attiva il meccanismo detto riflesso di stiramento. Non è niente di complicato: semplicemente portando la gamba indietro si mettono in tensione i muscoli anteriori (i flessori di anca: l’ileopsoas e il retto femorale) che tendono a riportare la gamba in avanti per un semplice meccanismo elastico. E ovviamente più estendiamo l’anca, più i muscoli davanti si stirano e tendono a riportare velocemente la gamba in avanti, contribuendo ad aumentare la velocità man mano che spingiamo molto l’anca in dietro. Qui bisogna riprendere l’analogia della fionda che abbiamo già visto: estendere l’anca, cioè portare la gamba indietro, corrisponde esattamente a mettere in tensione l’elastico della fionda. Più portiamo indietro l’elastico e più riceveremo una spinta verso avanti, esattamente come per la gamba. Se invece di rilasciare l’elastico lo accompagniamo in avanti con la mano, avanzerà molto più lentamente rispetto a se lo lasciamo andare. Analogamente non dovete accompagnare la gamba in avanti, ma lasciate che il riflesso di stiramento funga da elastico e la gamba avanzerà più velocemente ma soprattutto senza spreco di energia (vedremo come uno dei problemi principali che ostacolano questo tipo di meccanismo, e quindi uno stile corretto ed efficace, sia proprio una insufficiente estensione d’anca).

segue nei prossimi articoli