Il “secondo periodo” della nostra preparazione

In questa parte del programma, si cerca di trasformare il lavoro di resistenza e di “quantità” (senza abbandonarlo) in un lavoro di “qualità”: con dei lavori più impegnati e veloci si cerca di migliorare l’ apparato cardio-vascolare e la propria soglia anaerobica (corrispondente al momento in cui i muscoli non riescono più a smaltire l’acido lattico prodotto). Si può correre in gara (meglio se una volta ogni due settimane) iniziando a “tirare” per ritrovare freschezza muscolare. Si deve arrivare alla fine di questo periodo, che varia sempre dalle 6 alle 10 settimane (questa volta pensando al tipo di gara a cui ci si intende preparare meglio) con l’ obiettivo di riuscire a percorrere un buon numero di chilometri, non solo a ritmo lento ma anche a ritmo medio. Gli allenamenti con prove veloci non vanno ancora corsi al massimo delle proprie capacità, ma facendo attenzione soprattutto a correre con facilità e scioltezza e a rispettare il numero delle ripetizioni e il relativo recupero. Il riscaldamento prima delle prove veloci è sempre obbligatorio.