L’AMBIENTE DEL RUNNING : UN ESEMPIO DI SOLIDARIETA’ E ALTRUISMO

Ho lavorato in diversi settori: finanza, giornalismo, crescita personale/coaching e in tutti questi mondi la legge del mors tua vita mea era la regola. Scordati di ricevere aiuto di un qualche tipo in modo disinteressato. Se lo fanno è solo perché conviene a loro o per poterti poi chiedere qualcosa in cambio. Puoi star certo che generalmente non lo fanno, troppa fatica e poi chi glielo fa fare?! Se passi per stupido tu, c’è maggior possibilità che passino per bravi loro. Se fallisci tu, hanno più possibilità di riuscire loro. Sapere qualcosa in più e non dirlo agli altri permette di avere un vantaggio da giocarsi quando serve.

Premetto che ormai mi sto abituando (purtroppo) a questo modus operandi, premetto che comunque fatico ancora parecchio (per fortuna) a non stupirmi del tutto di certi comportamenti, quando ho iniziato a frequentare il mondo del running ho trovato un realtà diversa. Sorprendentemente e piacevolmente diversa.

In tre mesi e mezzo, sono stata consigliata da persone che praticano la corsa da anni senza che peraltro dovessi elemosinare io suggerimenti o indicazioni. Mi è stato proposto di correre insieme; insieme a me che non ho nulla da insegnare e tutto da imparare. Alcune persone si sono unite a me nei miei allenamenti; a me che corro lenta e senza tecnica.

Mi è stato spiegato l’utilità di iscriversi ad un’associazione sportiva, come ci si prepara per una gara, l’importanza di fare una visita medica sportiva e prendere il tesserino FIDAL… io che 4 mesi fa non sapevo neanche cosa fosse la FIDAL.

Ho scoperto l’esistenza del trail running e delle ultramaratone, quando a malapena sapevo di quanti chilometri fossero le maratone.

Mi hanno parlato delle marche migliori di scarpe, come sceglierle e dove comprarle.

Mi hanno suggerito siti e blog dove ottenere informazioni su alimentazione e preparazione tecnica.

Nessuno mi ha fatto sentire una novellina, incapace e sprovveduta. Paradossalmente i pochi che mi hanno guardata dall’alto in basso, erano persone che correvano poco e più per sfoggiare l’ultimo carissimo modello di scarpa o l’abbigliamento più modaiolo e griffato. Non avevano mai partecipato a mezze maratone o maratone e di corsa tutto sommato non è che ne sapessero poi molto più di me. Questi personaggi ahimè sono ovunque; nel running per fortuna ne ho incontrati decisamente meno di quelli che per la corsa hanno una reale e sincera passione e la praticano con amore e altruismo.

Mi alleno seguendo un programma fatto su misura per me da un pluri maratoneta, realizzato con puro spirito di generosità e senza che l’abbia dovuto chiederlo io. Fosse stato per me, mi sarai barcamenata, correndo un po’ come mi veniva, ignorando l’esistenza di allunghi e ripetute. Invece ho il privilegio di avere in mano uno strumento tanto dettagliato da indicarmi tipologia di allenamento, ritmo, velocità, durata, giorno per giorno per arrivare al meglio a correre una mezza maratona nei prossimi mesi e, raggiunto l’obiettivo mezza maratona, il programma continua con il dettaglio quotidiano degli allenamenti  per prepararmi a correre una maratona. Grazie a ciò, nel giro di pochissimo tempo, ho migliorato fiato, resistenza e velocità.

Lo spirito di solidarietà umana che ho trovato in questo ambiente dovrebbe animare tutti i settori e ambiti. Un esempio di correttezza , generosità e altruismo che dovrebbe essere la regola e non l’eccezione sul lavoro e nella vita privata di chiunque. Lo sport pulito insegna ad essere persone migliori. Nonostante la sfida, l’agonismo e la sana competizione che si crea naturalmente e che qui diventa un continuo stimolo a fare di più, a fare bene, a superare limiti, ad alzare l’asticella un po’ più in alto, a porsi obiettivi sempre più ambiziosi. Qui non ci si dimentica di essere esseri umani, oltre che sportivi.

( tratto dal Blog VADODICORSA dell’amica Debora )